Defuk , uno di noi...
Un vino, una leggenda, una chiesa piena di mistero, una lastra tombale modificata. Questi gli ingredienti della nostra Storia. Al centro l’uomo della lapide, il personaggio dall’identità misteriosa conosciuto come “Defuk”, colui che, come scrive nel suo diario di viaggio l’americano H.W. Longfellow, di passaggio a Montefiascone nel 1828, “sacrificò la propria vita alla bontà del moscatello locale”. Semplificando, la Leggenda di Defuk nasce e si diffonde agli inizi del 1500, è ambientata tra il 1111 ed il 1113 ed ha come protagonista un uomo dall’identità sconosciuta, in quanto sulla sua lastra tombale, nella basilica di San Flaviano, (datata convenzionalmente 1400/1420), non sono più visibili le iscrizioni che lo identificherebbero (cancellate dal tempo o dall’uomo?); ed una lapide supplementare, posta successivamente, intorno ai primi del 1500, che ci racconta la storia di un uomo che ha perso la vita per aver abusato del vino locale… Secondo la tradizione quest’ uomo sarebbe stato Giovanni Defuk, della prestigiosa famiglia dei Fugger… Questa storiella, apparentemente inoffensiva, divenne talmente popolare in tutta Europa tanto da essere citata, nel 1731, nella prima grande enciclopedia tedesca. Questa popolarità non era evidentemente molto gradita in Germania nel mondo accademico, al punto che due intellettuali di importanti università, Joh Geysius nel 1680, Gottleb Rothen nel 1690, presero posizione sdegnati, scrivendo delle dissertazioni in proposito, cercando di dimostrare come la storia del vescovo beone fosse priva di fondamento. Detto questo… ma chi era veramente Defuk? E’ ancora possibile oggi, a 900 anni di distanza dai fatti, veri o presunti tali, rispondere (…od almeno tentare di farlo) a questa domanda? Nelle innumerevoli versioni esistenti della sua vicenda, viene via via identificato come: tedesco, olandese, abate, vescovo, barone, ecc, e gli vengono attribuiti numerosi nomignoli: Fugio, Deuc, De Fucher, De Fugger, De Touchris, De Foucris, De Fuk, De Fuc, fino ad arrivare all’attuale Defuk… Una cosa è certa, chiunque sia stato, (ancora si dibatte su questo…), “Defuk” è ancora capace, in quel di Montefiascone, di suscitare forti passioni..., nonostante, (o magari proprio per questo), la sua vicenda non abbia niente di eroico, anzi… La Leggenda di Defuk non è altro che la parabola di un uomo potente che muore in quanto vulnerabile, che cede alle proprie debolezze… Defuk è uno di noi… ed è per questo che, comunque la si consideri, la sua Storia ci appartiene, e per questo ci piace e ci piacerà raccontarla ancora per molto.

Quinto Ficari